Stragi/2 – Prendo spunto dai commenti

E’ bello quando dai commenti vengono fuori argomenti nuovi per cui sarebbe troppo lungo dilungarsi all’interno del “fumetto”.

Prendo spunto dai due commenti ricevuto nell’ultimo post, autori Lo Zio che dice:

…Che ci vuoi fare, caro Bencio, è sempre più comodo trovare una scusa, un pretesto, un capro espiatorio che non assumersi la responsabilità della propria ottusità miope!…

Seguendo il sillogismo di questi signori che vedono nei videogames la radice di tutti i mali, si potrebbe anche dire:”Visto che tutti gli autori delle stragi respiravano… tutti coloro che respirano saranno immancabilmente destinati a compiere massacri analoghi!”…

Beata quella patria che non ha bisogno di eroi!

E Marco:

E’ una polemica che ritorna sovente anche se – devo ammettere – molto meno rispetto al passato, sarà che siamo tutti un po’ giocatori, sarà che l’ottusità mentale è un problema sempre più “anziano” piuttosto che “giovine”. I pochi (i soliti?) che ancora si permettono di pubblicare queste notizie, non vogliono rendersi conto che un gioco, per quanto violento possa essere, viene pur sempre considerato un semplice gioco, anche dal malato di mente. Dirò di più: un gioco “violento” è quasi liberatorio: ci permette di fare “per finta” quello che non faremmo mai in vita nostra.
Poi cosa c’è di più violento delle notizie (dettagliatissime) del Cogne? Vogliamo parlare di quanto siano violenti i telegiornali?

Anche io vedo il videogioco più “liberatorio” che ossessivo, alla base di tutto mi domando sempre che peso abbia l’educazione impartita dai genitori.
Ammesso, e non concesso che uno diventi un killer perché sta 14 ore davanti a Doom mi chiedo che ruolo abbiano i genitori e quanto siano parte in causa di quelle 14 ore passate davanti ad uno schermo.
Il videogioco è, e sempre sarà, un pretesto, specie in queste stragi, perché muove molti meno soldi che il mercato delle armi.

Per i giornali, televisivi e cartacei, il discorso è ampio e variegato; protagonisti di una violenza “silenzionsa” ma più pericolosa;
I telegiornali di adesso non sono telegiornali, sono estensioni dei rotocalchi, vacui nei contenuti, gonfi nelle cazzate.
La gente segue senza il minimo senso critico a riguardo, ride perché studio aperto dice che fa ridere, guarda il Grande Fratello perché il Tg5 ne parla. Tristissimo

Cogne è un esempio emblematico di “violenza mediatica”.
La Sig.ra Franzoni cavalca l’onda, e di mestiere fa la Sig.ra Franzoni; ospite a destra e ospite a sinistra, un pianto di qua e un plastico di là, un’intervista da una parte e un servizio fotografico dall’altra. Tv e giornali pompano, lei, che in 1° grado ha preso 30 anni, fa l’ospite in Tv, e l’italiano medio si mette in coda per accaparrarsi il tagliandino per la prima fila, il giorno della sentenza.

Pauroso ed aberrante, io da fuori guardo quelli in fila, non mi sento nè superiore nè inferiore, nè acculturato nè ignorante. Mi sento triste, perché davanti a tutto ciò mi chiedo quanto ci sia di volere proprio e quanto di volere altrui.
Poi mi viene in mente il plastico, della Villa di Cogne, a Porta a Porta, e allora mi dico “fanculo”, alla fine ci meritiamo tutto.

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apr 28, 2007Opinioni