Da quando ho incominciato a lavorare per un Studio di Webdesign mi sono imbattuto in un problema tanto impegnativo per chi sviluppa, quanto (spesso) oneroso per chi compra il servizio: quello della fornitura di un CMS adeguato, plasmabile, adatto alle richieste del cliente.
Per caso e per volontà ho sempre avuto a che fare con WordPress, vuoi per le comodità che offre, quali la profonda personalizzazione grafica del template e la folta community che contribuisce allo sviluppo, vuoi perché, bene o male, con un pò di pratica e grazie alle opportune estensioni, può benissimo essere usato come CMS, seppur con qualche limitazione.
Se usato per imbastire siti di ampi contenuti, non omogenei, e con componenti diversi rispetto alla tipica raccolta di notizie e contenuti statici, WordPress risulta essere un pò pesante e limitato nelle funzioni.
Sempre rimanendo nell’ambito open source (quindi abbassando i costi) mi è stato presentato un CMS molto potente, con una folta community, con un ampia gamma di componenti di elevata complessità: si chiama Joomla ed ultimamente si è parlato parecchio di lui.
Si è parlato parecchio di lui perché nel 2007 ha vinto il premio come Best PHP Open Source Content Management System, e risultando secondo come 2007 Overall Open Source Content Management System tra tutti quelli scritti, classificandosi alle spalle solamente di Drupal.
Ho avuto a che fare con Joomla dato che ho dovuto lavorare con due siti gestiti da esso; ne ho carpito pregi e difetti, limiti e potenzialità, ho anche scritto un paio di plugin integrativi ad alcuni componenti esistenti, a dimostrazione del fatto che con una discreta conoscenza nel campo della programmazione si può plasmare joomla a proprio piacimento.
Perché usare Joomla
1) perché è potente, una volta installato (serve un database sql) in un paio d’ore si riesce ad imbastire un sito completo di area notizie, contenuti statici, menù adeguati a proprio piacimento.
2) L’impostazione grafica nasce da un solo file php ed un solo foglio di stile, e si ripete per tutto il sito.
3) Esiste una folta community che contribuisce allo sviluppo, specialmente composta da tedeschi e spagnoli, che ha dato vita a componenti che permettono la creazioni di sezioni di cataloghi virtuali, commercio elettronico, calendari di eventi, gallerie fotografiche.
I difetti Joomla
Esiste anche l’altra faccia della medaglia, ossia una serie di difetti, non insormontabili (potrebbero essere benissimo superati, purtroppo capisco anche che la complessità con cui è cresciuto nelle sue versioni rende difficile una cambiamento strutturale profondo), ossia:
1) E’ strutturato a tabelle; lo so, anche io le odio, amplificano le differenze tra browser, non vanno d’accordo con i fogli di stile, sono dispendiose in termini di banda; è il difetto più grande di joomla, ma confido in una versione table-less, prima o poi.
2) La validazione dei contenuti è “fantasiosa”. No, diciamo la verità non è per niente facile validare un sito fatto con joomla, le variabili stesse sono passate in URL non correttamente, il che significa dover mettere mano al codice.
3) Non è possibile differenziare il template; proprio perché deriva tutto da un unico file php, lo stile sarà quindi unico.
Joomla non va paragonato a WordPress, perché hanno target differenti; tenendo conto che stiamo parlando di un prodotto open io credo che joomla vada tenuto in grande considerazione, vista la sua potenza, consiglio a tutti coloro che hanno qualche mega di spazio su database e su disco disponibile, di provarlo.
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