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Sono finito su jetphotos – Rettifica!

Io sono quello con la maglia grigia.

UPDATE

Non è la prima volta che finisco su jetphotos, grazie a Zanfo, l’autore del commento, sono stato immortalato anche a Londra!

lug 14, 2008Aviazione, PhotoBlog

Il Signor Conti perde il pelo, ma non il vizio.

UPDATE del 28 Marzo 2008

Casualmente dopo il mio post e molto probabilmente dopo un commento, non pubblicato ovviamente, sul sito de “La Stampa” la foto è magicamente sparita. Leggi pure sotto per capire cosa è successo.


Un pò di tempo fa avevo denunciato il fatto che il giornale di Torino “La Stampa“, e nello specifico il giornalista Angelo Conti, avesse pubblicato in un suo articolo sul giornale on line una mia foto presa da airliners.net senza citare me nè come autore della foto, nè tantomeno il sito come fonte.

Dopo una mia mail di protesta la foto fu rimossa, e dal Sig. Conti mi arrivarono calorosi complimenti, e una proposta di risarcimento, che io accettai; il Signor Conti forse questo non se lo aspettava, tant’è che dopo aver fatto passare, secondo sue parole, la proposta all’ufficio contabilità del giornale, ha pensato bene, nonostante un mio sollecito, di farsi di nebbia, e di non rispondermi più ad alcuna mail.

Oggi la storia si ripete, e per giunta a una mia amica (già avvertita del fatto), anche lei fotografa in quel di Bologna.

Il sig. Conti, o chi per lui, prende una foto, pensando che nessuno se ne accorga, la taglia e la schiarisce, pensando di essere a posto, e la pubblica senza preoccuparsi di citare l’autore.

il sig.conti perde il pelo, ma non il vizio

Qui l’articolo de “La Stampa“, qui la foto originale

La foto è la stessa, anche se sono stati alterati i colori è distinguibile la figura del pilota in cabina, inoltre l’inquadratura coincide.

Chissà se colui che si occupa di pubblicare sul web notizie e foto sarà tanto bravo e veloce a rimuoverla, come è stato per il mio caso, e a proporre un risarcimento per poi non farsi più sentire.

La correttezza o la si impara da piccoli, o comperarla al mercato da grandi non è possibile, mi pare chiaro e lampante. Almeno, sotto la Mole funziona così.

mar 28, 2008Aviazione, Personale, Tennis

Sempre attributi sono

LH044I signori che vedete a fianco sono Capitano e First Officer del volo LH044 che ha dato spettacolo ad Amburgo in fase di atterraggio.
Chi guidava era la signorina, 24 anni, attributi d’acciaio nonostante il gentil sesso.

E’ come al solito buffa l’incompetenza con la quale i giornali hanno trattato l’avvenimento.
Scrivere un articolo per un quotidiano con cognizione di causa sull’argomento trattato è un lusso riservato a pochi eletti.

Leggo sul Corriere, qui l’articolo, ed estrappolo un paio di frasi:

Perchè il pilota abbia dato in mano i comandi alla sua inesperta collega Maxi J. nella drammatica fase d’atterraggio, non è ancora chiaro.

Lo scriba in questione non deve aver mai sentito parlare di pilot flying e pilot not flying, evidentemente. Difficile pensare che guidi sempre e solo il comandante, intuitivo ed ovvio che si è in due in cockpit, e ci si alterni ai comandi.
Definire incompetente Maxi J. è da sottolineare, come se aver sbattuto l’ala fosse dipeso da lei, e non dal vento.
La raffica laterale che arriva dopo aver posato le ruote anteriori è notevole, ed è quella che sposta l’aereo quasi fuori dalla striscia asfaltata, decidere il go-around ed eseguirlo è, tecnicamente, una mossa da addestramento, ma tra il dire e il mare c’è sempre di mezzo qualcosa di troppo grande per essere previsto e compreso senza averlo provato, quindi il plauso alla signorina ci va ugualmente.

Inoltre

Generalmente uno dei due assume i comandi mentre il suo secondo coordina il traffico aereo

Si certo, coordina il traffico aereo, d’altra parte le Torri a cosa servono? E’ il Capitano di tutti i voli che coordina il traffico, “Tu vai su, tu vai giù, passo io!”
Io me li immagino i comandanti che per radio si insultano, come si fa nelle metropoli ai semafori, o quando non ci si dà la precedenza. Poi magari tirano pure fuori il dito medio, mentre sono in volo e superano a destra.

mar 06, 2008Aviazione, Opinioni

Avrei voluto essere a bordo

Metereologicamente il vento che ha spazzato l’Europa nel fine settimana è detto Mistral, e la sua caratteristica è quella di manifestarsi attraverso forti raffiche, che possono raggiungere facilmente i 130 km/h.

Proprio durante questo fine settimana il mistral ha soffiato in Europa. La tempesta chiamata Emma ha causato una marea di danni in Germania, arrivata anche in Italia, porterà freddo e neve nella prossima settimana.

Ad Amburgo le punte del vento sono arrivate a 90/100 km/h, e dal punto di vista aeroportuale 1 aereo su 2 non è riuscito ad atterrare.
Qualcuno in Germania ha deciso proprio di non arrivarci, un volo della Lufthansa si è fermato a Bologna anziché arrivare fino a Monaco, qualcun’altro ha deciso quantomeno di provarci.
Il pilota del volo Lufthansa LH44 ha provato a portare i suoi passeggeri a terra, ma ha avuto qualche problema.

L’aereo ha toccato terra, poi è stato spostato con violenza dal vento, si è sbilanciato, ha toccato con l’ala sinistra la pista, è stato quasi trascinato lateralmente fuori dalla pista sempre a causa del vento e a questo punto il pilota ha deciso di tornarsene in aria.

Tecnicamente la mossa si chiama atterraggio con vento traverso (crosswind landing) e il tornarsene con il muso per aria si chiama go-around

Capisco sia difficile far capire che la mossa è normale in ambito aeronautico, che i piloti sono addestrati proprio per prendere questo tipo di decisioni in tempi strettissimi dopo aver visto il filmato dell’atterraggio.

Voi non avreste voluto essere a bordo?

mar 03, 2008Aviazione

Prospettiva

Nel fine settimana ho cambiato prospettiva.
Abitualmente ero solito avere la macchina fotografica in una mano e la scaletta nell’altra, attraversare la strada, avvicinarmi alla rete, appoggiare la scaletta, salire, e scattare.

La prospettiva per me appariva così come la si vede a lato, con buona pace di chi, dall’altra parte, non capiva bene cosa facesse una persona in cima ad una scala che semplicemente guardava, e spesso salutava.

Nel fine settimana una serie di eventi, che procedono nella stessa direzione oramai da molto tempo, hanno raggiunto un apice, meno provvisorio di quanto io stesso in un primo momento abbia pensato, e il cambio di prospettiva è stato folgorante.

Sono stato un km più avanti di quanto fossi abituato, ma soprattutto oltre la rete.

A319 climbing

 

10112007(001)10112007(001)Al momento del ritorno a casa, non avendo la macchina fotografica idoneamente pronta ad immortalare uno scatto notturno mi sono dovuto accontentare del cellulare, affidandomi al megapixel abbondante per rendere l’idea di dove ero, e di dove in futuro, spero di potermi trovare molto spesso.

nov 12, 2007Aviazione, PhotoBlog

Primo A380 alla Singapore Airlines

Oggi viene consegnato il primo esemplare di Airbus A380 alla Singapore Airlines, il quale farà il suo esordio nei cieli tra dieci giorni sulla rotta Singapore-Sydney, volo SQ220 / 221; peccato non l’abbiano messo sulla Singapore Londra, almeno sarebbe stato più vicino da andare a vedere.
L’aeromobile avrà registrazione 9V-SKA (ex F-WWSA) e l’interno sarà suddiviso in tre classi, di seguito includo un video dimostrativo di cosa aspetta a chi ci salirà a bordo.

Altri video li trovate sul sito ufficiale del 380, a questa pagina. Per poter vedere i video, che hanno estensione flv, è necessario un player apposito, che trovate in qui.

La cerimonia di consegna, che può essere seguita in diretta streaming su internet sul sito Airbus.com a partire dalle 10, avverrà a Tolosa, e l’aereo partirà per Singapore il 16 ottobre alle 15.30 locali.

A questa consegna entro una settimana seguiranno altre 3 macchine, sempre per la Singapore Airlines, che attualmente sono a Finkenwerder, Germania, pronte per essere pitturate.

La compagnia asiatica è la prima fortunata a ricevere la consegna del famoso aeromobile, ad essa seguiranno Emirates, Qantas e Malaysian. Inutile fare paragoni con la nostra compagnia di bandiera, ma tanto per rendere l’idea di quanti soldi possano avere le compagnie aeree orientali si tenga presente che Emirates ha intenzione di ordinare 55 esemplari di A380 per rimpolpare l’hub di Dubai.

Un enorme mostro, anche esteticamente (per quello che mi riguarda) ma a me piacciono gli aerei grandi!

[tags]airbus, a380, singapore airlines[/tags]

ott 15, 2007Aviazione

Phuket, l’incidente dal passeggero

Un video girato da un superstite dell’incidente aereo di Phuket di qualche giorno fa, pochi minuti dopo lo schianto.

Tremendo, lo sguardo di chi sa di essere stato fortunato, il vagare disorientato delle persone.

Mi permetto anche una piccola polemica: il video pare girato qualche minuto dopo lo schianto, e dei soccorsi nessuna traccia. Perché viene da chiedermi, quante vite si sarebbero potute salvare se fossero stati tempestivi?

[tags]phuket, aircraft, aereo, accident, incidente, disastro, md, One-To-Go[/tags]

set 19, 2007Aviazione

Ti scatterò una foto…

Antefatto: Un giornalista da “La Stampa” pubblica una mia foto, non mi chiede il permesso, non mi cita come autore della stessa e non cita nemmeno il sito da cui la foto l’ha presa.

Io scrivo alla redazione del giornale chiedendo delucidazioni, insomma, non è proprio educato fare così, no? non dico comprare la foto, ma almeno citare l’autore…

Come si è sviluppata la storia:

Mi risponde lo stesso giornalista autore dell’articolo e reo confesso di avere inserito la foto.
Parte la sviolinata: “sei bravissimo a fare le foto”, “non sono alla tua altezza nelle fotografie”, “l’ho trovata su google già modificata e l’ho presa”, “te la pago io personalmente a prezzo di mercato”, “ho tolto l’immagine dal sito”.

Per non dimenticare la ripropongo.

la-stampa.jpg

Dei complimenti me ne faccio poco, me la paghi tu a prezzo di mercato? benissimo.
Io rispondo, il prezzo di mercato è questo, sono stato onesto, ora attendo una tua risposta.
La risposta arriva: “Faccio passare l’offerta al mio ufficio che ne valuterà la congruità”.

Benissimo, aspetto tue notizie, perché me la paghi tu personalmente vero? Attento, amico giornalista, nel valutare la congruità dell’offerta; scusa se ti ricordo che non mi stai comprando la foto, ma stai cercando di rimediare ad una tua crepa, e scusami anche se ti faccio notare che su google è ben specificato che l’immagine che vedi è coperta da diritto d’autore. Poco mi importa se decidessi di non pubblicare più le mie foto, grazie al fatto che non hai messo il mio nome nessuno sapeva che era mia, pensi forse che pubblicare quelle degli altri senza chiedere permesso sia un tuo diritto?

To be continued…

ago 14, 2007Aviazione, Personale, PhotoBlog

Grazie per l’attenzione, almeno il permesso potevate chiederlo.

Se ne sono già sentite assai di vicende riguardanti poveri individui che caricano foto su Flickr e poi se le trovano pubblicate dai media, nonostante queste siano protette da diritti che richiedono l’attribuzione della paternità dell’opera e il non utilizzo per fini commerciali.

Il caso che coinvolge il sottoscritto è analogo, forse addirittura più grave.

La Stampa decide di pubblicare, in un articolo di una sua rubrica, una fotografia a corredo dello stesso articolo.

la-stampa.jpg

Bella la foto vero? Bene, è del sottoscritto, pubblicata su un sito specializzato e ben protetta da Copyright.

Le regole di utilizzo delle foto, secondo airliners.net, recitano questo:

You may not use these photos on any web page, commercial or non-commercial, for profit or non-profit, without written permission from the photographer.

You may however link to the photos in the manner described below.


Have you found a photo in our database that you would like to use?

To receive permission to use a photo from Airliners.net in any other way than the one described above, you have to contact the photographer (the copyright holder) of the photo. We assure you, it is a very simple process and all of our photographers are very willing to help and most will reply to your inquiries within a day. You can contact our photographers by using the e-mail form linked to beside each photo on Airliners.net.

The digital photos on this site are licensed to Airliners.net. They are equipped with a footer with copyright and license information and also carry an invisible watermark. If you receive permission from the photographer to use a particular photo, you may use a copy from Airliners.net as long as you inform us of the usage as to avoid misunderstandings (we do not appreciate and react strongly when finding our photos on other sites that use them without permission). We do however advise that you get a new copy of the photo directly from the photographer that does not carry our license and watermark.

Finally, we ask that you mention Airliners.net where and when you use photos originally found on our site, whatever agreement you have with the photographer. It doesn’t need to be big, just a small mention in whatever way you choose. As you might have realized by now, we do not make any money from selling photos, everything goes directly to the individual photographer. Our only form of “income” is your help in spreading the word about our website. Please respect that.

Mi pare chiaro e lampante che:

1) Si debba chiedere il permesso all’autore della foto.
2) Non si possa rimuovere la strisciolina nera, nella parte bassa della foto originale, che riporta l’autore della foto, e l’appartenenza della stessa al sito.

Secondo voi il sottoscritto ha ricevuto da La Stampa una richiesta di permesso di pubblicazione della foto? Secondo voi nell’articolo che ho citato sopra compare l’indicazione di paternità della foto?

Ovviamente no, la foto è stata presa, modificata e pubblicata, senza nemmeno porsi il problema.

Ora ho scritto alla redazione, e ai responsabili del sito che pubblica la mia foto, vedrò cosa succederà.

[tags]stampa, foto, copyright, violazione, diritti[/tags]

lug 23, 2007Aviazione, Personale, PhotoBlog, Tennis

L’aereo finisce lungo, di chi è la colpa?

Prima di tutto la notizia: un A320 della TAM, compagnia brasiliana atterra durante un momento di forte pioggia, tocca per terra, l’asfalto è bagnato, troppo bagnato, la pista non drena, l’aereo scivola via, attraversa la strada che gira attorno alla pista, incoccia prima contro una pompa di benzina, poi contro un hangar della stessa TAM, prende fuoco l’aereo, prende fuoco il palazzo. 250 morti, in crescita. Per la cronaca l’aereo era PR-MBK.

Prima di tutto un pensiero per le vittime, morte senza capire e senza poter fare nulla.
In secondo luogo mi sono chiesto a chi può essere attribuita la colpa.

Sono andato a controllare i dati dell’aeroporto di San Paolo, su wikipedia. Stando ai dati del 2005 risulta essere il più trafficato del Brasile, con un traffico di 17.500.000 passeggeri; tanto per fare un paragone considerate che Malpensa, il secondo più trafficato d’Italia, ne conta 21.700.000, non tantissimi di più. Questo significa che di aerei ne partono e ne arrivano tanti. Le piste sono due, molto molto corte, una di 1940 metri, una di 1435, e sono pure in mezzo alla città.


san-paolo.jpg

Quelle di Malpensa? sempre due, ma lunghe il doppio, 3915 metri ciascuna. Eppure di incidenti ce ne sono stati pochi, quello di ieri, e quello di un ATR arrivato lungo, qualche giorno fa. Un aeroporto trafficato, due piste cortissime, eppure se ne parla solo in casi di incidente come questo.

Di primo acchito direi che non è colpa dell’aeroporto, non è nemmeno colpa della sentenza annullata in appello che considerava la pista troppo corta. Mi spiego, quando un aereo atterra non atterra alla cieca sperando di fermarsi, ciascun tipo di aeromobile ha documenti su documenti, carta su carta, che certifica con la massima precisione quali sono le condizioni di pista, meteo e di peso con cui un aereo può atterrare, e in quanti metri si ferma.
A Firenze (pista corta, montagna da una parte e autostrada dall’altra) basta 1 nodo in più di vento traverso che gli aerei vengono dirottati qui a Bologna (con grande nostra soddisfazione).

L’altro giorno un pilota di Alitalia mi ha gentilmente mostrato tutta la “carta straccia” che gli viene fornita per ogni volo: bollettini meteo, condizioni dell’aereo, tratte fatte in precedenza e problemi riscontrati, condizioni strutturali di aeroporto di partenza e di arrivo (i cosiddetti NOTAM), e di tutti gli alternati.

L’aeroporto in questione aveva avuto dei lavori di recente alla pista, e l’acqua non veniva smaltita bene durante le pioggie. Spero questo fosse specificato nel NOTAM.
I casi sono due: o nel NOTAM non c’era traccia di queste informazioni e allora i delinquenti sono quelli che i NOTAM li scrivono (perché hanno messo un pilota nelle condizioni di atterrare con una situazione a lui non conosciuta) o la colpa è del pilota del TAM. Piove, c’è vento, la pista è bagnata e, come ben sai, è pure molto corta, se hai compilato bene il tuo piano di volo e ti sei fatto rifornire bene di carburante per l’alternato ne hai, ne hai in abbondanza, se decidi di scendere la responabilità è tua.

Riporto due estratti di un articolo comparso sul sito dell’ANSA.

Il pilota era stato avvertito del rischio di ‘atterrare lungo’ dalla torre di controllo, e comunque tutti i piloti che usano quell’aeroporto in pieno centro della città, circondato da grattacieli, conoscono bene i pericoli che corrono (e li hanno denunciati innumerevoli volte).

kai-tak.jpgQuindi il pilota sapeva, ma è voluto scendere lo stesso (nota a margine, dubito che i piloti si lamentino dei grattacieli, al Kai Tak altrimenti chi ci voleva scendere? Gli aeroporti in condizioni simili sono tantissimi, anche in Italia, ad esempio Firenze, Reggio Calabria, Palermo e soprattutto Napoli.)

L’articolo continua con una descrizione dell’incidente.

L’aereo ha toccato terra nel punto giusto, ma per ragioni ancora non chiare non è riuscito a frenare entro il chilometro e 900 metri della pista principale, arrivando a tutta velocità all’altra estremità. A quel punto il pilota ha cercato di fare un’inversione a U per evitare di finire nell’avvallamento di circa 30 metri a fine pista, ma visto che l’aereo era fuori controllo ha riaccelerato in extremis per cercare di guadagnare quota. Ha così sorvolato a circa 40 metri d’altezza una grande arteria di San Paolo, stracolma a quell’ora, urtando alcuni veicoli con l’ala sinistra, più bassa a causa della virata.
Ha poi distrutto la struttura superiore di una stazione di rifornimento e infine si è conficcato in un edificio di tre piani con un capannone attiguo di proprietà della stessa Tam, nella quale si trovava “molta gente”, secondo vari testimoni.

saopaulo_wideweb__470x2990.jpgQui sento un pò di puzza di cavolata. Un pilota che tenta un’inversione a U per frenare un aereo e poi riaccellera per ritirare su l’aereo è un pilota ubriaco. O inchiodi a bestia, o fai touch & go, ma fai una cosa o l’altra, non tutte e due, specie in una pista corta, inoltre ammesso e non concesso che l’aereo abbia ripreso quota non credo comunque sia riuscito a colpire la strada con l’ala volando a 40 metri d’altezza, dato che l’apertura alare (apertura alare, quindi tutte e due le ali più la fusoliera) di un A320 è di 35 metri (fonte A.net).

Per chiarire il tutto ci vorrà la scatola nera, con dati e registrazioni audio. Io temo che, a meno che non ci siano stati cedimenti strutturali all’aereo (ad esempio ai freni dell’aereo, improvvisamente e senza preavviso), la responsabilità possa essere dei piloti.

Spero che al di sopra di tutto non ci sia una fittizia pressione della compagnia aerea, che ha motivazioni economiche per scoraggiare eventuali riattaccate o eventuali dirottamenti dato che fanno consumare carburante e perdere tempo.

[tags]TAM, San Paolo, Congonhas, Airbus, A320[/tags]

lug 18, 2007Aviazione, Opinioni