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Secondo uno studio di Harvard…

…dove ci sono più armi ci sono più omicidi.

http://www.hsph.harvard.edu/research/hicrc/firearms-research/guns-and-death/

A volte mi sottovaluto.

Fatto sta che periodicamente gli americani si guardano in faccia, continuano a ripetersi “God bless America” e tutti si rendono conto che la gente cattiva potrebbe persino essere il nostro vicino di casa, se dotato di rivoltella sotto al cuscino. E quando muoiono dei bambini ci sentiamo ancora più tristi, come se esistessero morti di serie A e morti di serie B.

Terminato il momento di solenne tristezza erigiamo ancora più alto il muro di indifferenza verso il paradosso di un paese che nella in ferramenta all’altro lato della strada non vende ai minori di 16 anni il machete per tagliare la noce di cocco ma in compenso nel negozio a fianco ti vende il modello di fucile a pompa che preferisci.

Per me dare le armi in mano a tutti è una cagata, s’è capito? E da oggi qualcun altro che non l’aveva capito prima l’avrà capito?

dic 15, 2012Opinioni, Personale

L’orrido gusto del macabro

Sia chiaro, non mi dispiace che gli abbiano sparato i suoi (e non soldati arrivati dall’altra parte del mondo). In linea di massima non mi dispiace nemmeno che abbiamo sparato ad un pazzo sanguinario. A memoria non ricordo di dittatori morti di vecchiaia.

Quello che mi lascia un po’ interdetto è l’orrido gusto della cronaca on-line.

La notizia dovrebbe essere che l’hanno ucciso, che è morto, che oggi è stato un punto tra un prima e un dopo. Non che l’hanno umiliato, deturpato e sfigurato.

Non capisco perché si faccia continuamente la gara a ci mette più rosso in prima pagina.

Non capisco ora, e non lo capirò mai.

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ott 21, 2011Opinioni

L’estate è finita, finalmente

A me non piace il caldo. Mi piace stare al freddo, dovermi coprire per stare bene. Non sudare anche se sto fermo.

Non mi piace la sabbia, la vita di mare, la folla, che fa il sale quando ti si attacca addosso.

Sono fatto per la montagna, insomma. Dove c’è il ghiaccio ed il freddo anche quando in pianura ci sono 40 gradi.

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Passo Furcia

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set 19, 2011Opinioni, Personale

Saragozza e Valencia

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Recentemente ho fatto visita a Saragozza e Valencia, in generale ho trovato che:

  • Saragozza vale l’attenzione di qualche giorno
  • A Saragozza mangiate il pollo, le verdure alla griglia, in particolare gli asparagi. Se cercate bene si trova pure il caffè italiano fatto a regola d’arte. Bisogna cercarlo bene perché si trova in un posto impensabile.
  • E’ triste vedere la fuga dal centro storico di Saragozza, sia di strutture commerciali che abitative. La metà dei negozi sta chiudendo o è già chiusa, le facciate dei palazzi sono tappezzate di cartelli colorati “Affittasi/Vendesi”

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  • Valencia vale una visita, ma qualche giorno non basta. Dedicherete più di un giorno al quartiere dove c’è la città della Scienza e a quello che c’è attorno.
  • A Valencia è una goduria per il palato mangiare la Paella e berci assieme della Sangria.
  • Un consiglio: attraversate col rosso seguendo gli Spagnoli, o invecchierete aspettando il verde.
  • Camminate più che potete, ad ogni angolo c’è qualcosa nascosto da qualche palma che merita di essere visto.
giu 11, 2011Opinioni, Personale

Oltre i limiti dei pixel

Ho sempre creduto che l’enfasi con cui leggere le notizie dipendesse dal numero di pixel con cui sono scritti i titoli delle notizie principali dei quotidiani on line, tipo il Corriere.it o Repubblica.it

A ‘sto giro il Corriere.it, appunto, ha abbattuto ogni barriera storica.

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totalizzando un ottimo punteggio: 152 pixel di font-size

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Nel frattempo, al governo…

fukushima14g Cala l’attenzione, la calamità giapponese esce dalle prime pagine dei giornali stampati e finisce in secondo piano tra quelli on line.

Uno si distrae un attimo e, in barba alle parole spese da un mese a questa parte l’Italia ha interrotto il piano di sviluppo nucleare.

“Non bisogna agire sull’onda dei sentimenti”, dicevano.

No, infatti, a volte basta ragionare.

apr 19, 2011Opinioni, Scienza e Tecnologia

5 cose su Bruxelles

Ho passato il capodanno a Bruxelles, in compagnia di amici.

Non avevo una chiara idea di come potesse essere la città, a dire il vero prima della partenza mi era pure mancata l’occasione di documentarmi a dovere, per cui sono partito un pò alla cieca, senza sapere esattamente cosa aspettarmi.

Sono rimasto sorpreso del fatto che:

  • Bruxelles, con il suo centro storico, mi è piaciuta molto di più di altre città che ho visto di recente. Tipo Monaco, tanto per capirci. La birra però non è allo stesso livello.
  • Per quanto è bella la città e il suo centro storico, tanto la sporcano i suoi cittadini. Per strada, sia in centro che in periferia, c’è sporcizia. Angoli completamente lasciati andare al degrado. Per non parlare della zona al momento sottoposta a bonifica dall’amianto, tra il Botanique e la Cathédrale saints Michel et Gudule, attorno alla Colonne du Congress. Roba da Urbex.
  • Un piatto tipico sono le moules, con le patatine fritte.

Non sono rimasto sopreso dal fatto che:

  • Trovare un buon caffè fatto come dio comanda è come cercare l’oro
  • L’acqua la paghi come l’oro, anche se non mi spiego perché

Ah, altra cosa: a Bruxelles sono nati i Puffi, e un sacco di altri fumetti per bambini.

Non lo sapevo, ma in giro per la città ci sono un sacco di murales che te lo fanno notare.

gen 06, 2011Opinioni, Personale

One shot, one target

Pubblicata dal Guardian un impressionante layer di Google Maps che riassume tutti i deceduti durante il conflitto in Iraq

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Ad ogni pallino corrisponde una morte.

C’è anche l’infowindow con i dettagli.

Impressionante, a dire poco.

Che non si pensi che non sia una calamità

Non so quanto se ne parli nei telegiornali (li guardo praticamente mai) ma che non si provi a minimizzare anche questa vicenda, classificandola ad incidente.

L’incidente in Ungheria non è semplicemente un incidente, ma una calamità, l’ennesima causata dall’uomo.

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A testimonianza di quello che sta succedendo l’ennesima galleria fotografica del Boston Globe (da cui ho anche tratto la foto sopra)