Per colori, aria, e natura.
Sarebbe fantastico se fosse autunno tutto l’anno, con l’eccezione di una decina di giorni di inverno. Giusto per avere l’occasione di andare a sciare.
Deciso. La mia quota di mare (annuale) ve la cedo tutta.
Queste foto sono state scattate in Val Pusteria, la cima inquadrata è il Picco di Vallandro, che nell’arco di una notte…
l’ho ritrovato imbiancato
Nonostante fosse agosto.
Non contenti di essere la causa del più grande disastro ambientale della storia umana (il fatto che nessuno ne parli più non indica che il problema sia stato risolto) quelli della BP prima fanno mea culpa:
“pagheremo noi i costi di bonifica”
poi si scopre che alla marea nera stanno risolvendo con un’altra marea, ma di stronzate.
Se è vera questa storia, come se è vera la questione che la BP già sapeva di tutto, ma aveva preferito non fare nulla, allora bisognerebbe appenderli per le palle, a qualcosa.
Perché a me urtano vicende di questo tipo, specialmente se si vedono foto come questa.
Questa ed altre, grazie a The Big Picture
Anche per quest’anno uno, a Bologna, è arrivato.
Speriamo che, come fu l’anno scorso, non sia l’unico.
…a ‘sto giro Thierry Legault s’è superato
A differenza di quanto viene scritto il vulcano non ha ricominciato ad eruttare, non ha mai smesso, bensì il vento ha ripreso a soffiare verso sud, con le conseguenze che tutti sappiamo.
Tanto per continuare a dare un’idea di quello che sta succedendo potete dare saltuariamente un occhio al vulcano tramite questa webcam puntata direttamente su di lui.
Come si evince dalla cartina essa è orientata nello stesso modo in cui io ho scattato questa foto, e di cui avevo già parlato
Come si nota attraverso la webcam il ghiacciaio si è sciolto.
Io capisco che questa nube vulcanica stia creando disagi a migliaia di persone e facendo perdere un sacco di soldi a tante altre, però non riesco a non sorridere di fronte a tutto quello che sta succedendo.
Leggendo in giro notiziari e forum appare chiaro come tutta l’Europa sia ormai bloccata. Sono chiusi gli spazi aerei di Germania, Regno Unito, Francia e Olanda, solo per citare i Paesi che ospitano gli scali che permettono a chi sta in Oriente di poter arrivare comodamente negli Stati Uniti.
Per i forum di aeronatica si leggono di voli cancellati e dirottati, di aeroporti con parcheggi pieni che ospitano aerei che mai avrebbero visto, e di aerei che dall’oriene per riuscire ad arrivare negli Stati uniti sono costretti ad allungare le rotte.
Questo è il piazzale dell’aeroporto di Bologna, il 16 aprile. Mai stato così pieno.
Si legge anche che c’è un’allerta per una ulteriore eruzione di un vulcano sotto il più grande ghiacciaio d’Europa, sempre in Islanda, il che lascia presagire che nei prossimi giorni non ci si deve aspettare nulla di diverso da quello che è stato fino ad ora.
Al di là dei disagi non riesco a non ridere vedendo l’uomo messo in difficoltà di fronte a quello che in tutto e per tutto uno starnuto della Natura. Penso ai veri cataclismi passati (eruzioni o meteoriti che hanno alzato polvere che ha oscurato il cielo per anni) e ci vedo, in fondo, solo come un animale in più su questo mondo.
Che l’Islanda sia un posto un pò “particolare” te ne accorgi appena ci atterri. La prima cosa che noti è che in giro non c’è praticamente nessuno, se non una marea di pecore, che viaggiano a gruppi di tre (rigorosamente).
E’ un’isola che costituisce l’unica parte emersa della dorsale medio atlantica, catena montuosa che attraversa dal polo nord al polo sud la terra, e a causa di questo ha un’attività vulcanica e sismica particolarmente intensa.
C’è qualcosa in netto contrasto con questa situazione, ossia che nonostante i vulcani, è un paese molto freddo, coperto di ghiaccio per molti mesi all’anno, e ospita il ghiacciaio più voluminoso d’Europa, nella parte Sud dell’Isola, il Vatnajökull. Al suo fianco ci sono altri due ghiacciai più piccoli, Tindfjallajökull and Eyjafjallajökull, al di sotto di uno di questi s’è svegliato il vulcano.
Esiste un parco naturale, Thórsmörk, raggiungibile tramite il trasporto locale che sta alla base di questi due ghiacciai, ed è possibile salire sulle montagne adiacenti per poter vedere questi tre ghiacciai contemporaneamente.
Sotto l’Eyjafjallajökull s’è svegliato il vulcano, e questa foto di Repubblica ritrae un punto in cui una lingua del ghiacciaio raggiunge una vallata, e si butta in un bacino d’acqua.

Scattai praticamente la stessa foto pure io, da un pò più in basso