…a ‘sto giro Thierry Legault s’è superato
A differenza di quanto viene scritto il vulcano non ha ricominciato ad eruttare, non ha mai smesso, bensì il vento ha ripreso a soffiare verso sud, con le conseguenze che tutti sappiamo.
Tanto per continuare a dare un’idea di quello che sta succedendo potete dare saltuariamente un occhio al vulcano tramite questa webcam puntata direttamente su di lui.
Come si evince dalla cartina essa è orientata nello stesso modo in cui io ho scattato questa foto, e di cui avevo già parlato
Come si nota attraverso la webcam il ghiacciaio si è sciolto.
Chi dispone dell’hosting base fornito da Aruba non la possibilità di accedere al pannello di configurazione del server (cpanel o plesk che sia), e questo non permette di eseguire il processo di cron e conseguentemente di mantenere aggiornato il sistema.
Esistono però due soluzioni per ovviare a questo problema:
La prima è quella di affidarsi ad un servizio on-line, la seconda è quella di utilizzare un modulo scritto per Drupal, il quale tramite un piccolo javascript aggiunto nel codice della propria pagina controlla se e quando è necessario eseguire il processo di cron (in pratica quando un utente visita il sito viene lanciato questo controllo, e a seconda del responso si esegue il processo tramite una richiesta Ajax).
La frequenza del lancio del cron è controllabile dal pannello di amministrazione del sito, sotto la voce “Informazioni del sito”.
Il modulo di cui ho parlato si chiama poormanscron
L’altro giorno il mio collega Matteo si imbatte in un messaggio di un cinese il quale non riesce ad accedere alla API di Google Maps.
Evidentemente in Cina ritiene più pericolosa la documentazione sulle mappe piuttosto che Google Groups
Ieri pare che Steve Jobs abbia fatto una visitina a Bologna.
Atterrato con un aereo privato, accompagnato dalla prole (numerosa, a quanto mi hanno detto), si è presentato in maniera assolutamente anonima.
L’avessi incrociato gli avrei stretto la mano, almeno. Sarà per la prossima volta.
Mentre da noi si elimina, finalmente, la procedura via fax per la registrazione di un dominio .it, la Cina vara un nuovo iter, tutto suo: dal 23 febbraio se vuoi registrare un dominio e aprire un sito devi presentarti di persona davanti ai rappresentanti delle autorità di controllo e degli internet provider, fare un bel sorriso, e farti scattare una foto, dopo aver dato i documenti, naturalmente.
Il provvedimento fa parte di una serie di misure atte a contrastare la pornografia online.e viene messa in evidenza la necessità di maggiori controlli nel flusso delle informazioni, che preoccupa, e non poco, il governo Cinese.

(Per la pornografia, sicuramente)
Tutto questo capita a pochi giorni dalla (presunta) chiusura di Google in Oriente a causa della censura cui il motore di ricerca è sottoposto.
In questo momento tutti parlano del nuovo ammazza-Facebook (doveva esserlo in realtà anche Google Wave, che però pare essere caduto nel dimenticatoio), ossia Google Buzz.
Al di là dei già citati legittimi dubbi sulla propria privacy in pochi parlano del nuovo servizio che Google sta lanciando, parallelo – diciamo – a Street View, ossia Street View Snowmobile.
Nato a supporto dei prossimi Giochi Olimpici Invernali è la versione di Street View però con le fotografie fatte sulle pista da sci delle competizioni di Vancouver.
Secondo me è molto divertente, sia da usare su Google Maps che su Google Earth.
Have fun!
Del Duomo in fronte a Berlusconi sanno tutti.
La prima conseguenza della notizia è la nascita dei gruppi su Facebook; Gruppi pro-di-uno, pro-dell’altro, santo-subito, riprenditi-presto.
Tutta fuffa ovviamente, non si deve discutere della serietà dei gruppi su Facebook, il punto è un altro.
Puntuale, dopo la nascita dei gruppi, arriva il Governo, il Viminale, Bossi o Maroni, che dice “oscuriamo i siti che ospitano questi gruppi“.
Come si oscurano i siti?
La tecnica è banale, ma partiamo da come si giunge ad un sito internet:
Quando digitate l’indirizzo di un sito, il vostro computer (che non è in grado di raggiungere un sito dal suo nome ma solo dal suo IP di riferimento) consulta una grande tabella messa a disposizione dal provider che indica quale IP andare a pescare per ogni sito disponibile in rete (tabella DNS). Generalmente i provider modificano la propria tabella DNS, e rendono inaccessibili sulla base del nome.
Quello che pochi sanno è che ognuno può indicare la tabella dei DNS a proprio piacimento, senza necessariamente consultare quella del proprio provider.
Esistono servizi online, gratuiti ed affidabili, che offrono il collegamento ai propri DNS, promettendo servizi aggiuntivi (come il controllo del proprio traffico di rete, minori tempi di attesa e risposta alle richieste di connessioni) per migliorare la propria navigabilità.
Uno di que
sti è OpenDNS, l’altro giorno Google ha reso disponibili per i propri utenti un paio di DNS (che hanno indirizzo IP 8.8.8.8 e 8.8.4.4). Seguendo le facili istruzioni è possibile modificare la tabella dei DNS cui fare riferimento.
Naturalmente nella tabella dei DNS di Google o di OpenDNS non c’è alcun blocco verso alcun sito.
Provate pure, con bet-at-home.com.
E mò? Come si fa? Si oscura Google?
Ho provato il nuovo sistema operativo di Google.
E’ possibile provarlo virtualizzandolo tramite una immagine del sistema, e virtualbox.
Trovate entrambe le cose su gdgd.com (è necessario registrarsi, ma è gratuito)
Dopodiché seguite le istruzioni di techcrunch (corredate di screenshot)
Installarlo è semplice ed immediato.
L’esecuzione della virtualizzazione è lentina, ma dipende da quanta RAM ci dedicate.
Per quel poco che l’ho provato (un pò per la lentezza, un pò per la poca voglia e tempo) m’è parso una versione estesa di google Chrome, con la possibilità di gestire il sistema operativo.
Ho come l’impressione che sarà il primo grosso flop di Google, a vederlo così, ma è come se parlassi di niente dato che non è neanche in beta e non è nemmeno stato distribuito.
Fare concorrenza ai gigantoni del settore, comunque, è una gara dura.
Mangiare dovrebbe un’attività che migliora il proprio umore, che aiuta a trascorrere le serate, che favorisce la cementazione delle amicizie.
Non per ultima cosa, deve essere un piacere per il palato.
A poco serve avere mangiato bene, avere soddisfatto il proprio palato, se poi alla fine il conto che si presenta è salato. Delle due si rischia l’indigestione.

