Incredibile ma vero, siamo in finale scudetto.

Sarebbe meglio dire che ieri sera lo scudetto sembrava d’averlo vinto.
Dopo averci cancellato dalla cartina della pallacanestro italiana siamo tornati, da zero all’ultima salita in quattro anni, battendo Milano.
Goduria.
Secondo l’aria che tirava al Palazzo dello Sport di Roma questa sera Dejan Bodiroga avrebbe potuto giocare la sua ultima partita, concludendo così una lunga e gloriosa carriera iniziata, proprio in Italia, quindici anni addietro.
Mai da giocatore, purtroppo, ma da avversario me lo sono trovato davanti un sacco di volte, ed un sacco di volte mi ha sempre fatto incazzare, sportivamente parlando.
Mi ha fatto incazzare quando era a Trieste, bambino; quando giocava a Milano e venne a Bologna a castigarci per i playoff; quando, emigrato in Grecia, vinse Euroleghe su Euroleghe, in casa e fuori, uscendo sempre Mvp della competizione a cui partecipava.
Visto giocare stasera per grinta e voglia non pare certo un giocatore alla sua ultima partita.
Certo ha un’età che non gioca a suo favore, specie dovendo e volendo giocare a Roma, cui l’aspetta l’Eurolega la prossima stagione.
Sinceramente e sportivamente parlando spero che non appenda la scarpette al chiodo ma decida di donarci un’altra stagione di buon livello.
[tags]bodiroga, lottomatica, roma, mens sana, siena[/tags]
“Chi da una vita soffre per la Fortitudo in questo momento ha tutto il diritto di pensare di essere nato sfigato”
A quei tempi sul campo faticavi, ma riuscimi ancora a trovare quelle che oggi sono in via di estinzione, quelle che gli sportivi veri chiamano bandiere.
Di tempo ne è passato, la Virtus è fallita, rinata, trascorso due anni nel purgatorio della A2.
Dopo quattro anni e mezzo siamo tornati a vincere, seppure a fatica, una stracittadina.
Bella sensazione, per carità, però ho una strana sensazione dentro, è come se mi mancasse qualcosa, è come se non fosse più come era una volta, è come se in campo non vedessi nessuna bandiera.
Nell’era del basket globalizzato non ci sono più italiani in campo, non c’è più nessuno che sappia cosa sia un derby e che lo viva come tale. Non faccio una colpa a chi gioca, è la regola di fondo ad essere sbagliata.
Come se non bastasse quest’anno in Fortitudo c’è pure un presidente un tantino ingombrante,
Rimpiango i tempi di Cazzola e Seragnoli, due veri signori del basket.
Martinelli giustamente dice “io caccio i soldi, quindi dico quello che voglio” ma è impossibile lasciare lavorare una squadra tranquilla
parlando in continuazione.
Sullo Stadio leggo:
“Se non vincono il derby faranno i conti con me”
e ancora, rivolgendosi ai virtussini
“I cugini di campagna? dico solo che noi giochiamo in centro e loro hanno il campo a Casalecchio proprio vicino ai campi”
“Io ho vissuto a lungo in Abruzzo e la le virtùsono un piatto che si fa con le verdure rimaste il 1° maggio ”
Ho tanta nostalgia dei bellissimi tempi andati, in cui i presidenti facevano i presidenti, e in campo si sputava sangue.
E’ utopico sperare di tornare a vederli, una volta nella propria vita?
A molto più di un mese di distanza e dopo tutto quello che è successo nel tempo trascorso, mi rendo conto di che impresa è stata vincere i mondiali di calcio.
Inutile sperare che la nazionale di basket possa fare altrettanto, però comunque ci stiamo comportando bene.
Peccato che però a commentare non ci siamo Caressa e Bergomi ma solamente Franco Lauro e Marco Bonamico, che, per usare un eufemismo, non mi entusiasmano più di tanto.
Quanto ne sappia io di basket è testimoniato dal fatto che nel primo post scritto riguardo alla Coppa Italia mi ero sbilanciato dicendo che Roma, pur avendo battuto nei quarti la Fortitudo, non avrebbe avuto liete novelle da questa manifestazione; beh c’è voluto un supplementare per assegnare il Trofeo a Napoli, a discapito proprio di Roma, arrivata in finale dopo avere battuto (non so come perché la partita non l’ho vista) Siena di 13 punti.
Personalmente avrei pensato alla Benetton vincente, ma gli infortuni hanno pesato non poco, e visto il livello di gioco sono contento che abbiano vinto i napoletani, che si meritano anche la posizione in classifica che hanno in campionato. Tra tutte le squadre sono quelli che giocano decisamente meglio; sono una squadra e hanno elementi di spicco fuori (Greer) e dentro l’area (mi riferisco a Rocca, uno di quei veri combattenti di un tempo, giocatore che se lo vedi diresti che farebbe fatica a giocare in prima divisione). Allenati bene, carichi a 1000 mettono in campo il cuore contro gli esegeti del gioco quali Bodiroga, Pesic e compagnia bella, gente che in teoria in campo per un overtime avrebbe dovuto dominare con l’esperienza di tanti anni giocati, ma che sono stati soffocati dal cuore partenopeo.

Parlo di pallacanestro, ho dato un’occhiata veloce alla prima partita di oggi, che comunque non ha avuto storia.
Adesso c’è un gran bel match, tra Roma e Bologna. Lo consiglio caldamente a chiunque piaccia lo sport.
A seguire recensione del sottoscritto.
Update: Fortitudo Bologna 79 – Virtus Roma 83
Bel match, molto meglio del primo quarto di finale, e a differenza di esso, è di una diversa intensità.
Si risolve solo nell’ultimo minuto, dopo che tutto la partita era stata in completo equilibrio salvo due momenti: durante il primo quarto Roma accelera correndo molto di più del previsto, e scappa a +10. La F stringe un paio di minuti in difesa e piazza un parziale col quale recupera il disavanzo.
La partita scorre intensa e combattuta punto a punto fino a 5 minuti dalla fine, quando Roma torna a +10, parziale con il quale crede di andare a vincere. In realtà i biancoblù si rendono protagonisti di un altro incredibile recupero, e con Green volando addirittura a +5 (bella la partita dell’americano, specie verso la fine quando pareva aver vinto da solo il match grazie ad un paio di azioni di potenza, intelligenza e atletismo). A questo punto però è Roma che torna a recuperare, e nella bagarre finale dei tiri liberi la spunta grazie ai due errori di Garris (0/2 sul -2!). Il momento chiave è stato secondo me l’errore di Mancinelli da 3 (sul -1 o -2, non ricordo) che ha incanalato la partita al finale caratterizzato dai falli sistematici, fatale alla Fortitudo. Diversamente si sarebbe giocata la partita punto a punto ma con un possesso a testa, quindi non ci sarebbe stata la lotteria dei liberi.
Secondo me avrebbe meritato la F; Roma ha vinto grazie ad una discreta botta di culo nel finale, e non arriverà in fondo alla Coppa Italia, mio personale pronostico.
Stanotte 81 punti di Kobe Bryant, a Los Angeles, contro Toronto. Incredibile! 28-46 al tiro, 18-20 ai liberi. Meglio di lui ha fatto solo Chamberlain, che al tempo ne fece 100, e mi pare che non ci fosse il tiro da tre punti ancora. Bryant ha giocato “solo” 41 minuti. Giocandone 7 in più chissà a quanto sarebbe arrivato.Mi ricorda tanto quando, nel nostro campionato di A/2, Carlton Myers, quando nell’estate in cui fu conteso tra Pesaro (città di provenienza cestistica) e Bologna (sponda Fortitudo, a cui approdò l’anno seguente) finì in Romagna, in seconda categoria, uno dei pochi casi di giocatore che milita in Nazionale proveniendo da un campionato “minore”.
Allora Myers ne fece 87, in 38 minuti. Ma la cosa più impressionante fu vederlo segnare tre canestri da 3 punti di tabella da metà campo, dopo avere segnato il 78esimo punto, quello che al tempo delimitava il record di Riminucci.
Ho ancora la cassetta da qualche parte, è un cimelio prezioso, specie se si pensa che la partita non fu trasmessa se non sui circuiti regionali.
Guardero’ anche la partita di Kobe, e vedremo, se è stato all’altezza di Carlton
P.S. Preferisco non pensarci, ma è necessaria la citazione: Bryant è cresciuto cestisticamente in Italia, a Reggio Emilia, e proprio con Reggio giocò un torneo cadetti qui a San Lazzaro, i primi giorni dell’anno nei primi anni novanta. Curiosamente non toccò il campo, era ancora giovane ed inesperto prima di andare al College. Io il torneo l’ho giocato, solo che adesso non faccio 80 punti in America. Peccato.
