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Steve Jobs a Bologna

Ieri pare che Steve Jobs abbia fatto una visitina a Bologna.

Atterrato con un aereo privato, accompagnato dalla prole (numerosa, a quanto mi hanno detto), si è presentato in maniera assolutamente anonima.

L’avessi incrociato gli avrei stretto la mano, almeno. Sarà per la prossima volta.

apr 11, 2010Web e Informatica

Un sorriso per il WWWeb

Mentre da noi si elimina, finalmente, la procedura via fax per la registrazione di un dominio .it, la Cina vara un nuovo iter, tutto suo: dal 23 febbraio se vuoi registrare un dominio e aprire un sito devi presentarti di persona davanti ai rappresentanti delle autorità di controllo e degli internet provider, fare un bel sorriso, e farti scattare una foto, dopo aver dato i documenti, naturalmente.

Il provvedimento fa parte di una serie di misure atte a contrastare la pornografia online.e viene messa in evidenza la necessità di maggiori controlli nel flusso delle informazioni, che preoccupa, e non poco, il governo Cinese.

(Per la pornografia, sicuramente)

Tutto questo capita a pochi giorni dalla (presunta) chiusura di Google in Oriente a causa della censura cui il motore di ricerca è sottoposto.

feb 26, 2010Web e Informatica

Oltre Google Buzz

In questo momento tutti parlano del nuovo ammazza-Facebook (doveva esserlo in realtà anche Google Wave, che però pare essere caduto nel dimenticatoio), ossia Google Buzz.

Al di là dei già citati legittimi dubbi sulla propria privacy in pochi parlano del nuovo servizio che Google sta lanciando, parallelo – diciamo – a Street View, ossia Street View Snowmobile.

Nato a supporto dei prossimi Giochi Olimpici Invernali è la versione di Street View però con le fotografie fatte sulle pista da sci delle competizioni di Vancouver.

Secondo me è molto divertente, sia da usare su Google Maps che su Google Earth.

Have fun!

feb 12, 2010Web e Informatica

Si si, certo, oscurate pure

Del Duomo in fronte a Berlusconi sanno tutti.

La prima conseguenza della notizia è la nascita dei gruppi su Facebook; Gruppi pro-di-uno, pro-dell’altro, santo-subito, riprenditi-presto.

Tutta fuffa ovviamente, non si deve discutere della serietà dei gruppi su Facebook, il punto è un altro.

Puntuale, dopo la nascita dei gruppi, arriva il Governo, il Viminale, Bossi o Maroni, che dice “oscuriamo i siti che ospitano questi gruppi“.

Come si oscurano i siti?

La tecnica è banale, ma partiamo da come si giunge ad un sito internet:

Quando digitate l’indirizzo di un sito, il vostro computer (che non è in grado di raggiungere un sito dal suo nome ma solo dal suo IP di riferimento) consulta una grande tabella messa a disposizione dal provider che indica quale IP andare a pescare per ogni sito disponibile in rete (tabella DNS). Generalmente i provider modificano la propria tabella DNS, e rendono inaccessibili sulla base del nome.

Quello che pochi sanno è che ognuno può indicare la tabella dei DNS a proprio piacimento, senza necessariamente consultare quella del proprio provider.

Esistono servizi online, gratuiti ed affidabili, che offrono il collegamento ai propri DNS, promettendo servizi aggiuntivi (come il controllo del proprio traffico di rete, minori tempi di attesa e risposta alle richieste di connessioni) per migliorare la propria navigabilità.

Uno di queGoogle DNSsti è OpenDNS, l’altro giorno Google ha reso disponibili per i propri utenti un paio di DNS (che hanno indirizzo IP 8.8.8.8 e 8.8.4.4). Seguendo le facili istruzioni è possibile modificare la tabella dei DNS cui fare riferimento.

Naturalmente nella tabella dei DNS di Google o di OpenDNS non c’è alcun blocco verso alcun sito.

Provate pure, con bet-at-home.com.

E mò? Come si fa? Si oscura Google?

dic 14, 2009Web e Informatica

Google Chrome OS

Ho provato il nuovo sistema operativo di Google.

E’ possibile provarlo virtualizzandolo tramite una immagine del sistema, e virtualbox.

Trovate entrambe le cose su gdgd.com (è necessario registrarsi, ma è gratuito)

Dopodiché seguite le istruzioni di techcrunch (corredate di screenshot)

Installarlo è semplice ed immediato.

L’esecuzione della virtualizzazione è lentina, ma dipende da quanta RAM ci dedicate.

Per quel poco che l’ho provato (un pò per la lentezza, un pò per la poca voglia e tempo) m’è parso una versione estesa di google Chrome, con la possibilità di gestire il sistema operativo.

Ho come l’impressione che sarà il primo grosso flop di Google, a vederlo così, ma è come se parlassi di niente dato che non è neanche in beta e non è nemmeno stato distribuito.

Fare concorrenza ai gigantoni del settore, comunque, è una gara dura.

dic 03, 2009Opinioni, Web e Informatica

Sgangherorosso

Mangiare dovrebbe un’attività che migliora il proprio umore, che aiuta a trascorrere le serate, che favorisce la cementazione delle amicizie.

Non per ultima cosa, deve essere un piacere per il palato.

A poco serve avere mangiato bene, avere soddisfatto il proprio palato, se poi alla fine il conto che si presenta è salato. Delle due si rischia l’indigestione.

Sgangherorosso

nov 20, 2009Web e Informatica

Strabordante successo

A mesi e mesi dall’inizio della telenovela chiamata italia.it (a partire dal budget e dalla prima versione del sito, fino ad arrivare al logo scelto), ancora non si arriva a vedere la fine del portale.

Poco male, mi viene da dire, consoliamoci con il portale della difesa aeronautica, talmente tanto sicuro da essere segnalato da Google come sito maligno.

Google Chrome portable

Le applicazioni portabili le ritengo, personalmente, una manna dal cielo.

Comode da portare via usb, non appesantisci il sistema operativo con molteplici installazioni e riesci a condividere i bookmark del tuo browser senza doverti affidare ad un qualsiasi servizio on-line.

Una versione di Google Chrome portable era già disponibile da un pò, Chromium il suo nome; non una release ufficiale, diciamo, scaricabile altrove ma non sul sito delle applicazioni portabili.

Ieri è uscito il vero e proprio Google Chrome Portable, il cui download è effettuabile da portableapps.com.

Personalmente aggiungo Chrome alla già folta lista di software portabili (il più utile? Xampp)

ott 24, 2009Web e Informatica

Adepto della goccia

Dopo qualche ora, qualche invcazione a Santi, un pò di pazienza e fortuna sono riuscito a migrare l’ambaradan da WordPress a Drupal.

Niente di personale, WordPress rimane uno dei migliori su piazza per la gestione pura e semplice dei blog. Drupal è un prodotto (enormemente) più complesso, ma che dà anche margini più ampi di utilizzo.

Non che ci debba fare chissà cosa, ma ho trovato più stimolante passare ad un gestionale più manipolabile.

La fase di trasporto è andata incredibilmente liscia. Ovviamente gran parte di questo va al fatto che l’autore del blog esportato da WordPress ha un singolo autore.

Per chi conosce Drupal, esso funziona a moduli, e per la transizione ho utilizzato WordPress Import (il quale necessita di altri moduli, come ad esempio Trackback)

Post, URL (grazie a pathauto e dopo aver attivato i clean url), categorie e tag, sono andate tutte al loro posto, praticamente subito.

Ora si tratta di mettere a posto i dettagli del tema (WordPress e Drupal funzionano in modo abbastanza diverso), i meta, e altri particolari di poco conto.

 

Oh no, ci risiamo

Dopo il costosissimo flop di italia.it (di cui ho a lungo parlato) ecco l’ennesimo, discutibile, obbrobrio. Discutibile non tanto nel se, piuttosto nel quanto.

italy

Riflessi, caratteri innovativi.
Non proprio 2.0, diciamo, quanto piuttosto molto anni 80.
Quant’è costato a ‘sto giro?