Cala l’attenzione, la calamità giapponese esce dalle prime pagine dei giornali stampati e finisce in secondo piano tra quelli on line.
Uno si distrae un attimo e, in barba alle parole spese da un mese a questa parte l’Italia ha interrotto il piano di sviluppo nucleare.
“Non bisogna agire sull’onda dei sentimenti”, dicevano.
No, infatti, a volte basta ragionare.
Webcam puntata verso un nido di aquila testa bianca (splendida tra l’altro) a Decorha, Iowa.
Il nido è a 30 metri da terra, due pulcini sono nati, si aspetta il terzo.
Potrebbe tranquillamente sostituire il mio screen saver.
A una settimana dal fatto l’attenzione sul Giappone comincia a scemare.
Il font-size dei titoli dei repubblica.it, termometro della presunta gravità di una situazione, è passato da un valore di 36 ad un valore più umano.
Gli espatriati tornano in patria mano a mano che passa il tempo, italiani compresi. Ma non tutti. Uno di questi si chiama Flavio, e tiene un blog.
Tanto per far capire la differenza tra noi ed i giapponesi segnalo una foto linkata proprio da questo blog.
La strada, che dopo il terremoto era nelle condizioni che vedete a sinistra, dopo quattro giorni era come la vedete nella parte destra.
Segnalo anche questo sito, che raggruppa foto di Tokio scattate da poche ore.
E’ nato nel 2001, informaticamente tre ere geologiche fa.
Già più di un anno fa Google l’ha dichiarato “obsoleto”, addirittura qualcuno aveva già creato un sito per il suo funerale.
All’alba del 2011 Microsoft ha ufficialmente lanciato il sito IE6 Countdown, con il chiaro intendo di incentivare il passaggio a software più aggiornati.
Nel mondo ancora il 12% delle persone che navigano usano Internet Explorer 6, sembra incredibile, e sembra ancora più incredibile che in Cina questa percentuale salga fino al 34%
Professionalmente ho/abbiamo smesso di supportarlo proprio un anno fa circa (quando Google si è espressa), da allora poter usare png trasparenti è stata una autentica liberazione.
Per cui incentivo chiunque veda un PC che utilizza IE6 come browser a rimuoverlo, anche in maniera violenta, e senza l’autorizzazione del proprietario.
Uno dei momenti storici più intensi da quando sono nato.
Su The Big Picture e il Wall Street Journal delle belle gallerie fotografiche.
Ho passato il capodanno a Bruxelles, in compagnia di amici.
Non avevo una chiara idea di come potesse essere la città, a dire il vero prima della partenza mi era pure mancata l’occasione di documentarmi a dovere, per cui sono partito un pò alla cieca, senza sapere esattamente cosa aspettarmi.
Sono rimasto sorpreso del fatto che:
Non sono rimasto sopreso dal fatto che:
Ah, altra cosa: a Bruxelles sono nati i Puffi, e un sacco di altri fumetti per bambini.
Non lo sapevo, ma in giro per la città ci sono un sacco di murales che te lo fanno notare.