Raccogliamo quello che il destino ci dona.
Vinciamo lo spareggio con la Polonia e accediamo alla seconda fase; non passare sarebbe stato un delitto, dato che in un girone di 4 squadre ne passavano 3, delitto è stato comunque visto il modo in cui abbiamo giocato.
Partite di altre squadre non ne ho viste, ma credo di poter dire che se fossimo capitati in un altro girone non saremmo passati. Abbiamo giocato mediocremente contro squadre mediocri, alternanto momenti di lucidità a momenti di pazzia pura. Nella seconda fase ci troveremo a giocare contro la Lituania, prima nel suo girone, ha battuto anche la Germania (sarà stata l’assenza di Schultze?), la Germania, appunto, e la Turchia, passata grazie all’ultimo scontro-spareggio con la Rep. Ceca.
Si fa dura, passiamo con 0 punti (per un aspetto del regolamento che ignoravo), con 6 si gioca ancora, con 4 ci si prova. Dobbiamo mettercene dietro due di squadre, sarà dura ma se vogliamo andare a giocarci almeno il preolimpico ci si deve credere.
Dai ragazzi!
Oggi iniziano i Campionati Europei di Basket 2007 in Spagna. La nostra Nazionale è naturalmente presente, anche se ho parecchi dubbi sulla nostra real competitività.
Come al solito la copertura televisiva della RAI, che detiene i diritti, è pressoché nulla, sia per chi non possiede un collegamento via Satellite, sia per chi può usufruire di questa opportunità.
Per questi ultimi c’è la possibilità di affidarsi ai canali stranieri, visibili tramite il decoder di Sky.
Ho creato una sorta di pagina guida per l’evento, dove si trava il calendario delle partire, la copertura televisiva italiana e straniera.
Spero possa essere utile a qualcuno
Mo vedi, adesso in ‘sto PC ci caccio su Adunanza, e tra tre giorni si chiama Windows Cecità, non Vista…
Queste sono le parole uscite dalla bocca della mia ragazza non appena ha messo le mani sul suo nuovo PC, che più che un Computer pare una Astronave.
E’ il primo computer che vedo con 1 Terabyte (avete letto bene) di capienza di Hard Disk.
E quattro processori.
E due schede video.
La mia ragazza è una che si accontenta.
Antefatto: Un giornalista da “La Stampa” pubblica una mia foto, non mi chiede il permesso, non mi cita come autore della stessa e non cita nemmeno il sito da cui la foto l’ha presa.
Io scrivo alla redazione del giornale chiedendo delucidazioni, insomma, non è proprio educato fare così, no? non dico comprare la foto, ma almeno citare l’autore…
Come si è sviluppata la storia:
Mi risponde lo stesso giornalista autore dell’articolo e reo confesso di avere inserito la foto.
Parte la sviolinata: “sei bravissimo a fare le foto”, “non sono alla tua altezza nelle fotografie”, “l’ho trovata su google già modificata e l’ho presa”, “te la pago io personalmente a prezzo di mercato”, “ho tolto l’immagine dal sito”.
Per non dimenticare la ripropongo.

Dei complimenti me ne faccio poco, me la paghi tu a prezzo di mercato? benissimo.
Io rispondo, il prezzo di mercato è questo, sono stato onesto, ora attendo una tua risposta.
La risposta arriva: “Faccio passare l’offerta al mio ufficio che ne valuterà la congruità”.
Benissimo, aspetto tue notizie, perché me la paghi tu personalmente vero? Attento, amico giornalista, nel valutare la congruità dell’offerta; scusa se ti ricordo che non mi stai comprando la foto, ma stai cercando di rimediare ad una tua crepa, e scusami anche se ti faccio notare che su google è ben specificato che l’immagine che vedi è coperta da diritto d’autore. Poco mi importa se decidessi di non pubblicare più le mie foto, grazie al fatto che non hai messo il mio nome nessuno sapeva che era mia, pensi forse che pubblicare quelle degli altri senza chiedere permesso sia un tuo diritto?
To be continued…
Colline modenesi, domenica 29 luglio, ore 24.
Il panorama è troppo bello per essere visto da pochi fortunati che si trovano in viaggio su una stretta strada di montagna.
Asfaltata, ma pur sempre stretta.
Il fatto che io avessi insieme la macchina fotografica ed il cavalletto è solo una coincidenza cosmica; come è una coincidenza cosmica che io e Giulia trovassimo un ampio spazio per costeggiare proprio un prossimità di una perfetta apertura tra gli alberi, ideale per posizionare il cavalletto, la Canon, e scattare abbastanza a lungo da poter impressionare il sensore.
Per evitare incidenti il giubbetto giallo fluorescente è stato di aiuto.

La macchina era in attesa, buona e tranquilla a lato della strada.

Nel frattempo ogni tanto qualcuno saliva (carino il riflesso nello specchio circolare)…

…e ogni tanto qualcuno scendeva.
Interessante vedere come la traiettoria sia la stessa, e molto bello il modo in cui l’asfalto viene illuminato.

Tra i rami si vedeva il panorama illuminato da una luminosissima Luna, che rifletteva abbastanza da poter distintamente leggere un libro senza altra fonte di luce.
Guardando la fotografia nel dettaglio alla massima grandezza è possibile notare il movimento della volta celeste durante il periodo di esposizione, che per le foto che vedete è andato da un massima di 30 secondi ad un minimo di 15, a seconda dell’apertura del diaframma. Gli ISO sempre settati a 100.
Sembra strano ma è effettivamente così.
Se ne sono già sentite assai di vicende riguardanti poveri individui che caricano foto su Flickr e poi se le trovano pubblicate dai media, nonostante queste siano protette da diritti che richiedono l’attribuzione della paternità dell’opera e il non utilizzo per fini commerciali.
Il caso che coinvolge il sottoscritto è analogo, forse addirittura più grave.
La Stampa decide di pubblicare, in un articolo di una sua rubrica, una fotografia a corredo dello stesso articolo.

Bella la foto vero? Bene, è del sottoscritto, pubblicata su un sito specializzato e ben protetta da Copyright.
Le regole di utilizzo delle foto, secondo airliners.net, recitano questo:
You may not use these photos on any web page, commercial or non-commercial, for profit or non-profit, without written permission from the photographer.
You may however link to the photos in the manner described below.
Have you found a photo in our database that you would like to use?
To receive permission to use a photo from Airliners.net in any other way than the one described above, you have to contact the photographer (the copyright holder) of the photo. We assure you, it is a very simple process and all of our photographers are very willing to help and most will reply to your inquiries within a day. You can contact our photographers by using the e-mail form linked to beside each photo on Airliners.net.
The digital photos on this site are licensed to Airliners.net. They are equipped with a footer with copyright and license information and also carry an invisible watermark. If you receive permission from the photographer to use a particular photo, you may use a copy from Airliners.net as long as you inform us of the usage as to avoid misunderstandings (we do not appreciate and react strongly when finding our photos on other sites that use them without permission). We do however advise that you get a new copy of the photo directly from the photographer that does not carry our license and watermark.
Finally, we ask that you mention Airliners.net where and when you use photos originally found on our site, whatever agreement you have with the photographer. It doesn’t need to be big, just a small mention in whatever way you choose. As you might have realized by now, we do not make any money from selling photos, everything goes directly to the individual photographer. Our only form of “income” is your help in spreading the word about our website. Please respect that.
Mi pare chiaro e lampante che:
1) Si debba chiedere il permesso all’autore della foto.
2) Non si possa rimuovere la strisciolina nera, nella parte bassa della foto originale, che riporta l’autore della foto, e l’appartenenza della stessa al sito.
Secondo voi il sottoscritto ha ricevuto da La Stampa una richiesta di permesso di pubblicazione della foto? Secondo voi nell’articolo che ho citato sopra compare l’indicazione di paternità della foto?
Ovviamente no, la foto è stata presa, modificata e pubblicata, senza nemmeno porsi il problema.
Ora ho scritto alla redazione, e ai responsabili del sito che pubblica la mia foto, vedrò cosa succederà.
[tags]stampa, foto, copyright, violazione, diritti[/tags]
Tgcom delizia i sui lettori con uno spoilerino da niente sull’ultimo libro in uscita di Harry Potter.
Se siete audaci, o semplicemente non ve ne frega una mazza potete leggerlo, io vi ho avvertito.
Il libro è on-line già da un paio di giorni, ma mi auguro che questo si aggiunga alla lunga lista di baggianate dette per sentito dire, perché altrimenti l’attentato nei confronti della testata giornalistica è tutt’altro che ingiustificato.
– UPDATE -
Tgcom adesso fa lo gnorri, toglie la pagina e pubblica un articolo “come se nulla fosse successo”
[tags]harry potter, JK Rowling[/tags]
Prima di tutto la notizia: un A320 della TAM, compagnia brasiliana atterra durante un momento di forte pioggia, tocca per terra, l’asfalto è bagnato, troppo bagnato, la pista non drena, l’aereo scivola via, attraversa la strada che gira attorno alla pista, incoccia prima contro una pompa di benzina, poi contro un hangar della stessa TAM, prende fuoco l’aereo, prende fuoco il palazzo. 250 morti, in crescita. Per la cronaca l’aereo era PR-MBK.
Prima di tutto un pensiero per le vittime, morte senza capire e senza poter fare nulla.
In secondo luogo mi sono chiesto a chi può essere attribuita la colpa.
Sono andato a controllare i dati dell’aeroporto di San Paolo, su wikipedia. Stando ai dati del 2005 risulta essere il più trafficato del Brasile, con un traffico di 17.500.000 passeggeri; tanto per fare un paragone considerate che Malpensa, il secondo più trafficato d’Italia, ne conta 21.700.000, non tantissimi di più. Questo significa che di aerei ne partono e ne arrivano tanti. Le piste sono due, molto molto corte, una di 1940 metri, una di 1435, e sono pure in mezzo alla città.

Quelle di Malpensa? sempre due, ma lunghe il doppio, 3915 metri ciascuna. Eppure di incidenti ce ne sono stati pochi, quello di ieri, e quello di un ATR arrivato lungo, qualche giorno fa. Un aeroporto trafficato, due piste cortissime, eppure se ne parla solo in casi di incidente come questo.
Di primo acchito direi che non è colpa dell’aeroporto, non è nemmeno colpa della sentenza annullata in appello che considerava la pista troppo corta. Mi spiego, quando un aereo atterra non atterra alla cieca sperando di fermarsi, ciascun tipo di aeromobile ha documenti su documenti, carta su carta, che certifica con la massima precisione quali sono le condizioni di pista, meteo e di peso con cui un aereo può atterrare, e in quanti metri si ferma.
A Firenze (pista corta, montagna da una parte e autostrada dall’altra) basta 1 nodo in più di vento traverso che gli aerei vengono dirottati qui a Bologna (con grande nostra soddisfazione).
L’altro giorno un pilota di Alitalia mi ha gentilmente mostrato tutta la “carta straccia” che gli viene fornita per ogni volo: bollettini meteo, condizioni dell’aereo, tratte fatte in precedenza e problemi riscontrati, condizioni strutturali di aeroporto di partenza e di arrivo (i cosiddetti NOTAM), e di tutti gli alternati.
L’aeroporto in questione aveva avuto dei lavori di recente alla pista, e l’acqua non veniva smaltita bene durante le pioggie. Spero questo fosse specificato nel NOTAM.
I casi sono due: o nel NOTAM non c’era traccia di queste informazioni e allora i delinquenti sono quelli che i NOTAM li scrivono (perché hanno messo un pilota nelle condizioni di atterrare con una situazione a lui non conosciuta) o la colpa è del pilota del TAM. Piove, c’è vento, la pista è bagnata e, come ben sai, è pure molto corta, se hai compilato bene il tuo piano di volo e ti sei fatto rifornire bene di carburante per l’alternato ne hai, ne hai in abbondanza, se decidi di scendere la responabilità è tua.
Riporto due estratti di un articolo comparso sul sito dell’ANSA.
Quindi il pilota sapeva, ma è voluto scendere lo stesso (nota a margine, dubito che i piloti si lamentino dei grattacieli, al Kai Tak altrimenti chi ci voleva scendere? Gli aeroporti in condizioni simili sono tantissimi, anche in Italia, ad esempio Firenze, Reggio Calabria, Palermo e soprattutto Napoli.)
L’articolo continua con una descrizione dell’incidente.
Qui sento un pò di puzza di cavolata. Un pilota che tenta un’inversione a U per frenare un aereo e poi riaccellera per ritirare su l’aereo è un pilota ubriaco. O inchiodi a bestia, o fai touch & go, ma fai una cosa o l’altra, non tutte e due, specie in una pista corta, inoltre ammesso e non concesso che l’aereo abbia ripreso quota non credo comunque sia riuscito a colpire la strada con l’ala volando a 40 metri d’altezza, dato che l’apertura alare (apertura alare, quindi tutte e due le ali più la fusoliera) di un A320 è di 35 metri (fonte A.net).
Per chiarire il tutto ci vorrà la scatola nera, con dati e registrazioni audio. Io temo che, a meno che non ci siano stati cedimenti strutturali all’aereo (ad esempio ai freni dell’aereo, improvvisamente e senza preavviso), la responsabilità possa essere dei piloti.
Spero che al di sopra di tutto non ci sia una fittizia pressione della compagnia aerea, che ha motivazioni economiche per scoraggiare eventuali riattaccate o eventuali dirottamenti dato che fanno consumare carburante e perdere tempo.
[tags]TAM, San Paolo, Congonhas, Airbus, A320[/tags]
Carino il commento che è comparso sotto al post precedente.
Il bello è che non si tratta di spam, Bodhi è un nome che ha un suo perché, e la compagna di marketing continua, tra SUV che scompaiono e profezie bibliche.
Si prospetta una operazione di marketing bella intesa, da qui a gennaio.
– UPDATE –
Ogni giorno saltano fuori indizi nuovi, come in ogni caccia al tesoro che si rispetti.
Esiste un sito, dedicato ad Ethan Haas, ed in basso, tra i siti citati, c’è pure la Hanso Foundation, e chi segue Lost, sa bene a che cosa mi riferisco…
– II UPDATE – 13/7/2007 –
Il puzzle sta assumendo dimensioni notevoli.
Sull’unico sito che ha un legame ufficiale con la vicenda, 1-18-08.com, è comparsa un’ulteriore foto, la terza, e sono apparentemente tutte in ordine cronologico, stando alla data stampata in basso a destra.
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La figura di Ethan Haas non è molto chiara, e non è chiaro se legami abbia con tutta la vicenda. Il suo sito, ethanhaas.org, riporta una frase visibile nell’animazione in flash, e una nascosta nel sorgente della pagina
In fondo alla pagina sono riportati diversi link ad altri siti:
Tribal e Romans 1:18.
Il primo ha un ruolo non chiaro, il secondo riporta versi inquietanti
1-18-08
il sito che ho citato prima
ABZ3293
ABZ3293 è una targa, secondo il sito a cui porta è la targa di un SUV e proprio tramite il sito qualcuno cerca il proprietario di questo SUV. Curiosamente il SUV in questione è quello centrato dalla Testa della Statua della Libertà nel trailer.

Ethan Haas Was Wrong
Un blog pressoché incomprensibile, che linka al suo opposto.
Ethan Haas Was Right
Propone un Flash-game, risolvibile in 5 parti. Nel sorgente si trova questa frase:
Del gioco si trova già la soluzione, tra un passo e l’altro sono visibili dei filmati di un tipo che parla, ancora non so che cosa dica di preciso.
Cliccando su una stella presente nella pagina si apre il mailreader e si manda una mail con oggetto I’m one of you… help me! la cui risposta è
Slusho
E’ un sito di una bevanda giapponese, apparentemente inesistente, almeno nella realtà


The Hanso Foundation
E’ il link più strano e più inquietante. Dopo Lost La Hanso foundation ha un ruolo anche qui?
Triton
Coming Soon
Forum
Un forum in cui ci può registrare dove compaiono messaggi più o meno esplicativi, non si sa fino a che punto siano veri.
Secondo me potrà diventare il riferimento in quella che è una nuova Lost Experience.
Blog
Il Blog di Ethan Haas, per ora c’è solo un messaggio, indizi utili compariranno anche qui?
La notizia più interessante di tutto è che Abrams pare avere smentito ogni collegamento tra i siti che stanno nascendo e la vicenda del film, (qui la notizia)
C’è da fidarsi?
[tags]cloverfield, abrams, ethan haas, hanso foundation, slusho[/tags]

Sbavo.
Per la precisione sbavo in attesa di un film, o meglio di quello che entro il 18 gennaio sarà un film.
Entro il 18 gennaio sarà un film proprio perché lo stanno girando ora; colui che lo produce è lo stesso individuo che fino ad ora ci ha fatto impazzire con numeri, botole e isole deserte. Ovviamente sto parlando di J.J. Abrams creatore, scrittore, produttore e regista di Lost.
Non si sa come si intitola (forse Cloverfield), in giro c’è solamente un trailer di un minuto, un sito, che non saprei come definire e altri elementi.
Da una breve recensione su horror.it si apprende che esiste pure un blog, incomprensibile, il quale rimanda ad un altro sito; c’è un nome comune in tutto ciò, ossia Ethan Haas. Da quest’ultimo sito è possibile mandare una mail con oggetto “I’m one of you… help me!”
Io ho spedito, la risposta è stata immediata e dice
It seems The Mezin are connected to every aspect of humanity, from culture and religion to our most advanced technology
I have to be more careful contacting all of you. When I began I thought I could safely speak about his writings and perhaps save us all…
but now it seems I will have to find a more subtle way to share his visions.
If this is the first message you have received from me do not give up hope! There are others that have gone before you, the way has been found, you only need to search and you will find the answers you seek. We will all have a role to play. We are getting stronger, our voices will be heard!
I have more of Haas’s writings, once I find a secure way to transmit them I will leave you clues to find them.
The more I read the more I realize Haas was right………
Spulciando nel sorgente del sito si legge anche questa frase:
Una serie di indizi che ricordano la Lost Experience, e riguardante il sito web c’è già anche un walktrought. non ho ancora idea a cosa si debba arrivare.
Per la pellicola nessuna sceneggiatura agli attori, scelti sulla fiducia e non sulla base di un provino.
Alla fine il film potrà essere una baggianata, magari la solita americanata in stile “La Guerra dei Mondi”, ma il trailer ed il puzzle mi hanno fatto venire la bava alla bocca.
L’unica cosa che temo è che il film possa terminare con i consueti puntini di sospensione, in perfetto Abrams’s style.
[Via Macchianera]
[tags]cloverfield, abrams, ethan haas[/tags]