Mi riferisco a Internet Explorer.
Da quando infatti ho espresso dubbi e perplessità circa l’installazione della versione 7 e sulla sua dubbia utilità il browser di Bill ha smesso di funzionare.
Per carità, la cosa non mi turba minimamente, anzi l’ho preso come il segnale per rimuoverlo, in attesa di tempi migliori…
La cosa a pensarci bene potrebbe anche destare un po’ di preoccupazione. Che IE sia dotato di un qualche meccanismo di sorveglianza su quello che succede nei nostri pc e affini? Sarebbe una spiegazione plausibile che giustificherebbe lo sciopero del browser; non saprei che altre ipotesi prendere in considerazione, oltre ad una macumba di qualcuno che ha letto delle mie perplessità.
Va beh, intanto già che ci sono butto lì qualche applicazioncina a caso:
1. Un’estensione per Firefox, che potrebbe essere utile a chi, come me, quando deve fare un sito, si legge i css altrui per trovare qualche idea o è incuriosito dai template un pò strani. Si chiama X-Ray e con essa è possibile ispezionare i tag associati a ciascun elemento su una pagina, e vedersi le caratteristiche sul foglio di stile corrispondente.
2. Altra estensione per FF, tale gSpace, che consente di utilizzare lo spazio che gmail mette a disposizione come hard disk remoto. E’ molto comodo se vi dovete passare file (penso che google limiti la grandezza a 20 mega) da un pc all’altro e non volete usare chiavette usb o altro. Personalmente consiglio di crearsi un account apposito dove archiviare i file. Questo perchè ogni qualvolta voi caricate qualcosa si crea un messaggio visibile nella vostra casella con allegato il file inviato (che non potete cancellare altrimenti si cancella anche il file), e ciò potrebbe risultare fastidioso se si dovesse mescolare con la posta elettronica reale che avete.
3. Per chi come me odia Acrobat Reader per leggere i pdf, che oltre che essere pesante chiede di essere aggiornato un giorno si e un giorno no, esiste un bellissimo programmino chiamato Foxit Reader, per Windows, semplice, carino e leggero (non zippato è 2.58 mega). Io con i pdf non ci faccio chissà cosa, li creo con Ghostview e li leggo, appunto, con Foxit, e mi trovo bene (per ora).
Di estensioni per Firefox ne comincio ad avere tantine, leggendo il nome di alcune non mi ricordo nemmeno a cosa servono.
Della patata ovviamente.
Non sono io che lo dico, ma è parola di Rocco Siffredi, protagonista dell’ultima pubblicità di Amica Chips.
Lo sguardo e il sorriso che ha mentre ti guarda e dice “fidati, parola di uno che ne a provate tante” è meglio di qualsiasi altro consiglio.
Per il filmato qui
Non è mai troppo tardi per mettere l’apparecchio, e il sottoscritto docet.
Al grido di “l’ortodonzia è una disciplina” la ferraglia in bocca è quanto di più fastidioso uno possa provare, e anche se per la salute si è disposti a quanto mai ci si era presupposti di fare, il tutto implica una serie di sacrifici, limitazioni e privazioni di cui ci si rende conto solo nel momento della loro, inevitabile, comparsa.
Le regole ferree da seguire sono poche, ma come già detto, sono ferree.
Primo: le gomme da masticare SCOR-DAR-SE-LE.
Niente da fare, si può sempre correre il rischio di mettersene una in bocca, cominciare a masticarla (o prenderla in bocca già masticata, se avete qualcuno di intimo di cui vi fidate) e guidare la palletta appiccicosa con la vostra lingua tenendola lontana dalla parta anteriore dei denti. Qual’è il gusto di avere una gomma in bocca e di non poterla masticare liberamente? nessuno, ovvio, ma dopo un pò di esercizio la lingua sarà ben allenata, e spessa come un mattone, con somma gioia di chi vi sta vicino.
Secondo: chi non ha mai mangiato i coccodrilli gommosi della Haribo? vi piacciono? bene, SCOR-DA-TE-VE-LI. Le teutoniche caramelle gommosette non fanno per voi, no. Se la gomma allena la lingua i coccodrilli allenerebbero la mascella, la loro proprietà di attaccamento ai denti super quella di una patella attaccata allo scoglio; se la gommosetta si attacca alla piastrina, se la trascinerà con sè, con una conseguente colata di cemento necessaria per riattaccarla, evenienza che potrebbe da un lato far felice il vostro dentista, dall’altra fare meno felice il vostro conto corrente. Si potrebbe sempre sezionare il coccodrillo in tante piccole parti, tanto è di gomma, mica sentirà male, ma dopo la goduria di sentire cementata la bocca, dove va a finire?
Terzo: Mentadent insegna che la mela, dopo averla accuratamente lavata, va presa a morsi. Vi piace prendere a morsi una mela? Bene, SCOR-DA-TE-VI di farlo. Non c’è rimedio a questa pratica goduriosa (si, anche io prima della ferraglia amavo prendere a morsi le mele); non c’è verso di ovviare a tutto ciò, la mela la si taglia e basta, possibilmente dopo averla cotta, come in ospedale. Io ho smesso di mangiare mele, è più lo sbattimento che il gusto.
Quarto: le croste delle pizze. Dite addio per sempre alle croste delle pizze. Non ha senso mangiare una pizza tralasciando la sua parte più buona, ma perderete anche il gusto di mordere la parte croccante e bruciacchiata del vostro piatto. Il rimedio sarebbe spezzettarla in tante parti, se avete voglia.
Portare l’apparecchio vi guiderà nella mistica esperienza di sentire il vostro morso cambiare, vi sembrerà di avere il muro di berlino in bocca certi giorni, di avere una lastra di marmo certi altri, e di avere una placca di vetro con sensore per le condizioni atmosferiche altri giorni.
La domanda fatidica, alla luce di due mesi di cura e di altri 10 davanti (stimati) è:
Chi me l’ha fatto fare?
Nessuno, è ovvio, però l’amore verso se stessi travalica qualsiasi difficoltà pratica.
Anche se il callo che vi si formerà sul labbro vi porterà a grattarvi lo stesso come un omosex (luogo comune, lo so), anche se le guance vi si bucheranno perchè mano a mano che tira il fil di ferrò spunta, voi sopporterete tutto questo, e come se niente fosse.
E potrete raccontarlo ai vostri nipoti.
Amen.
E’ uscita la versione 7, beta, di Explorer, ok.
Molto bene, accantoniamo i pregiudizi per casa Microsoft, e proviamo questa nuova versione, e vediamo se può competere con FF.
Lancio l’installer, e magicamente la finestra che mi si para davanti è questa
Stanotte 81 punti di Kobe Bryant, a Los Angeles, contro Toronto. Incredibile! 28-46 al tiro, 18-20 ai liberi. Meglio di lui ha fatto solo Chamberlain, che al tempo ne fece 100, e mi pare che non ci fosse il tiro da tre punti ancora. Bryant ha giocato “solo” 41 minuti. Giocandone 7 in più chissà a quanto sarebbe arrivato.Mi ricorda tanto quando, nel nostro campionato di A/2, Carlton Myers, quando nell’estate in cui fu conteso tra Pesaro (città di provenienza cestistica) e Bologna (sponda Fortitudo, a cui approdò l’anno seguente) finì in Romagna, in seconda categoria, uno dei pochi casi di giocatore che milita in Nazionale proveniendo da un campionato “minore”.
Allora Myers ne fece 87, in 38 minuti. Ma la cosa più impressionante fu vederlo segnare tre canestri da 3 punti di tabella da metà campo, dopo avere segnato il 78esimo punto, quello che al tempo delimitava il record di Riminucci.
Ho ancora la cassetta da qualche parte, è un cimelio prezioso, specie se si pensa che la partita non fu trasmessa se non sui circuiti regionali.
Guardero’ anche la partita di Kobe, e vedremo, se è stato all’altezza di Carlton
P.S. Preferisco non pensarci, ma è necessaria la citazione: Bryant è cresciuto cestisticamente in Italia, a Reggio Emilia, e proprio con Reggio giocò un torneo cadetti qui a San Lazzaro, i primi giorni dell’anno nei primi anni novanta. Curiosamente non toccò il campo, era ancora giovane ed inesperto prima di andare al College. Io il torneo l’ho giocato, solo che adesso non faccio 80 punti in America. Peccato.

Si è riaperta la stagione dello spotting, l’inverno non è finito ma le giornate si allungano, così ho passato qualche ora a fotografare. Mi sono fatto prestare (grazie Pino) una Fujifilm finepix S7000, 6megapixel, zoom ottico 6x (equivalente ad un 35-200) e il risultato è stato soddisfacente.
Il sottoscritto si è finalmente deciso: dopo mesi e mesi di ammirazione nei confronti altrui sta per avvicinarsi il momento della Reflex digitale, e chiaramente varaibili e modelli ci sono sul mercato più aumenta l’indecisione, e dopo intere riviste e rensioni lette su Internet le finaliste che si candidano all’acquisto sono due:
Canon EOS 350D e Konika Minolta Dynax 5d. 8 megapixel la prima, 6 la seconda, che pero’ ha l’indubbio vantaggio di possedere lo stabilizzatore nel corpo macchina, virtù che ti libera dall’obbligo di cercare ottiche con stabilizzatore (costose, molto costose) per foto decenti.
La spesa la si conosce già, le caratteristiche pure, si tratta solo di decidere. E non è cosa facile.
E allora confrontati con un paio di domande tipo per un loro colloquio di lavoro:
1. Sei stato ridotto alle dimensioni di una monetina e gettato in un frullatore. Ti dicono che tra 60 secondi il frullatore partirà. Cosa fai per salvarti?
2. Progetta e descrivi un sistema/una applicazione che produrrà nella maniera più efficiente un rapporto sul milione di ricerche più popolari in Google. Questi sono i particolari: hai 12 server su una rete, ognuno ha due processori con 4 GB di RAM, 4×400 gb di hard disk; i log sono stati già ripuliti, e sono 100 miliardi di righe (40 byte di termini di ricerca), divisi in 12 file da 320 GB; puoi usare solo applicazioni scritte ad hoc o software open source.
Per quello che riguarda la 2 non mi ci metto nemmeno, anche se mi ricorda tanto un vecchio progetto di sistemi operativi (un lavoro di crittografazione di un file da dividere su 3 server e alla fine del processo accorpare il risultato e spedirlo al client).
La uno invece mi permette di usare di più la fantasia:
Risultando inutile starsene sdraiati sul fondo (siamo una monetina), perchè tanto il risucchio prima o poi ci porta via, forse sarebbe meglio aggrapparsi ad una lama, magari nel suo punto più vicino al corpo centrale che ruota, o addirittura aggrapparsi ad esso; perchè, a naso, la forza centrifuga nel centro non dovrebbe essere intensissima.
A questo punto sarebbe lecito chiedere a Google: io, in quanto moneta, ho le braccia?