Non per dire ma, Badoer, alla fine, non sarebbe stata la scelta più ovvia, anche per le sostituzioni passate?
Voglio dire, conosce la macchina, sono anni che ci fa test sopra, ha espresso da sempre il desiderio di guidare in F1.
A me è sempre parsa una scelta logica, passando anche sopra Mika Salo.
A 40 anni distanza dal primo passo sulla Luna la NASA rende pubbliche, con ottima tempistica, le foto del Lunar Reconnaissance Orbiter Camera, foto che ritraggono i luoghi degli allunaggi avvenuti tra il ’69 e il ’72
L’immagine sopra riproduce quello che è rimasto della missione Apollo 11, la prima che ha fatto posare piede umano sulla Luna, e di cui festeggiamo il 40ennale.
Casomai foste affascinati dall’evento , e vogliate una leggere un libro sull’argomento, io, un pò di tempo fa, mi sono trovato tra le mani “Polvere di Luna“, scritto dal giornalista americano Andrew Smith.
Il libro è una luna intervista a 9 dei 12 esseri umani ancora in vita che hanno camminato sulla Luna, di che cosa hanno significato per loro le missioni Apollo, e delle conseguenze che queste hanno avuto nella loro personalità.
Che ci crediate o meno, sono tutti impazziti, più o meno.
In alto fa freschino, specie col portellone aperto
Salto nel vuoto
Poi si punta il naso all’ingiù
Il variometro arriva a fondo scala
Ci si allinea per atterrare
Tutto molto bello
Parigi sarà sempre la città più bella del mondo.
Sono 10 anni che la penso così, e nulla mi fa pensare ad un cambio di idea.
La Torre, è sempre da vedere, sia accesa
che spenta
Ho alloggiato all’Ibis, nel quartiere La Defense, splendido per ordine e pulizia, anche perché durante il fine settimana è pressoché disabitato, essendo tutti uffici.
Questo è l’Hotel Hilton, e la presenza del pollice è tutt’ora un mistero
Non lontani dal centro, si volge lo sguardo verso l’Arco di Trionfo
Il motivo per il quale ero a Parigi era il salone Dell’areonautica di Le Bourget, guest star, per me almeno, l’Airbus A380
Peccato sia durato poco
La mia prima, musicassetta la comprai nel 1987, a 5 anni.
Era Bad, di Michael Jackson.
Malato, depravato, uno che da nero si fece bianco, per poi scrivere canzoni sul razzismo, ma sembrava di un altro mondo, per cui ho sempre detto “non toccatemelo”.
Non era più lui, e per questo mi dispiace ancora di più.
Ora, in suo onore tirerò fuori il mio megadrive, e giocherò a Moonwalker.
